IL BOY E LA DIRETTRICE DI BANCA - parte 1

Un giorno di giugno, si presentò in banca per aprire un conto corrente un nuovo cliente. Bello, bellissimo, 22 anni, fisico scultoreo, occhi azzurro-verdi e capelli castano chiari. La nostra filiale conta 4 dipendenti, uno era in malattia, perciò lo mandarono direttamente nel mio ufficio. Era gentile, profumato, decisamente sexy per una donna matura di 46 anni che poteva essere sua madre. Mi ipnotizzava coi suoi occhi e mi stuzzicava col suo corpo e con le sue parole. Sbrigate le formalità per il conto corrente, prima di uscire, mi carezzò una mano lasciandomi un bigliettino da visita: "Alberto ********, body personal trainer - ginnastica e benessere - tel. 340.*******. Ero sposata da 26 anni, due figli già grandi ed un marito agente di commercio ormai assente, sia a casa che a letto. Verso le 17.30, senza un vero motivo, lo chiamai. - Buonasera, sono la direttrice della banca ******************. Ci siamo incontrati stamattina. Vorrei avere delle informazioni sui suoi corsi di ginnastica e benessere. - Ah, che piacere sentirla! In che zona abita? - Via ************** ***, perchè? - Perfetto! Sto terminando una lezione proprio lì vicino, Posso venire a trovarla stasera alle 19? Ero perplessa ma, visto che i figli erano in vacanza a Torre dell'Orso (LE) e che mio marito era al nord per lavoro, ho accettato. Alle 18.50 hanno suonato il campanello. - Sono un po' in anticipo, disturbo? - No, non si preoccupi. Mio marito è via per lavoro ed i nostri figli sono al mare, a Torre dell'Orso... - Bellissimo posto, lo conosco! Spiaggia pulita, mare incantevole, lo scoglio delle due sorelle... e lei? Lei niente vacanze? - No, per adesso no, la filiale è piccola e c'è un collega in malattia... Si avvicinò a me, aveva la camicia aperta fino al petto, l'alito che sapeva di menta e due occhi, due occhi che mi spogliavano con lo sguardo. - Allora mi dica: come posso esserle utile? - Be', non so, vorrei dimagrire un po', sembrare più giovane... Si avvicinò ancora e mi accarezzò i fianchi come per visitarmi. - Mi creda signora, io mi intendo di queste cose, lei non ne ha nessun bisogno. E' ancora molto piacevole ed attraente. Ormai i suoi occhi ed il suo viso erano a pochi centimetri dai miei, posò le sue labbra sulle mie con dolcezza, senza fretta e mi strinse a sè. Abbandonai le mie deboli resistenze e lo baciai con passione. Sentivo ill cuore che batteva all'impazzatai ed i suoi genitali sempre più gonfi che spingevano siui miei. Si spogliò completamente mostrando il suo corpo giovane e muscoloso ed un cazzo... un cazzo davvero notevole. Mi tolse delicatamente i vestiti lasciandomi in mutande e reggiseno, mi prese in braccio e chiese dov'era la camera da letto. Una volta distesa sulla sponda, sfilò le mutande, mi allargò le cosce e cominciò a leccarmi con abilità alternando il clitoride con penetrazioni della lingua in vagina. Cercavo di trattenere i miei gemiti di piacere, ma non ci riuscivo. Insieme ai sospiri ed ai gemiti, ormai il mio bacino vibrava ad ogni colpo di lingua e fui attraversata da un potente orgasmo simile ad una scossa elettrica che mi lasciò senza fiato. Lui massaggiò il mio ventre ed attese che i battiti del cuore tornassero normali, mi slacciò il reggiseno e mi rimise seduta sollevando le tette cadenti con le mani e succhiandole come se fossero quelle di una ventenne. Poi si mise in piedi di fronte a me sbandierando il suo cazzone e strofinandolo sulle mammelle. Era lungo, grosso, depilato, non avevo mai visto un cazzo così. Quando diventò duro e diritto, lo appoggò sulle mia labbra e mise una delle mia mani suii suoi grossi coglioni. - Dài su, non morde mica... Lo presi in bocca e cominciai a succhiarlo, ma non riuscivo ad ingoiarlo tutto e mi sembrava di soffocare. Allora continuai a leccarlo da fuori inghiottendo solo il glande di tanto in tanto. Mi sentivo un po' puttana, ma mi piaceva. Dopo un bel po', i suoi coglioni si iriigidorono diminuendo il volume dello scroto. - Sto per eiaculare, disse, vuoi che lo faccia in bocca? Feci cenno di sì con la testa, continuai con una mano e ingoiai la punta del pisellone. In breve, diversi schizzi di sborra calda e dolciastra mi riempirono fino alla gola. Non l'avevo mai fatto prima di allora ed il sapore era decisamente sgradevole. Sputai tutto sul pavimento e corsi in bagno a sciacquarmi. CONTINUA

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