• Pubblicata il:
  • Autore: PINNA G.
  • Categoria: Racconti trans
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INNAMORARSI DI UNA TRANS - 1° tempo - Sassari

Ciao, tutti mi chiamano Pinna, ho 28 anni e lavoro saltuariamente in una ditta di spurgo pozzi neri. Cerco di vivere da solo senza pesare sui miei genitori (in pensione), ma spesso ero costretto ad elemosinare dei soldi da loro per arrivare a fine mese. Per questo motivo, vivendo in un appartamento con due camere da letto, ho messo su internet l'annuncio per la ricerca di un ragazzo/ragazza con cui dividere l'affitto e le bollette.
Dopo aver incontrato alcune persone senza combinare nulla, mi ha chiamato una bellissima ragazza. Si chiamava Patrizia, un corpo magro, alta circa 170 cm e con belle tette. Sembravamo andare d'accordo, quindi siamo diventati compagni di appartamento. Tutto andava bene, finchè un giorno sono entrato in bagno senza bussare e l'ho vista nuda che pisciava in piedi dentro il cesso. Il suo corpo era fantastico, belle tette, bel culo, bello tutto, però teneva cazzu e palle. Ero scioccato, viveva con me da un mese e non mi ero mai accorto che fosse una transgender.
Mi sono scusato ed ho richiuso la porta. Il giorno stesso abbiamo concordato che non faceva alcuna differenza e siamo andati avanti con la nostra vita. Il problema era che, ogni volta che la vedevo, non riuscivo a togliermi dalla mente il suo corpo stupendo e trasgressivo. Le cose poi sono peggiorate una sera, quando guardando insieme una partita della nazionale di calcio alla TV, lei indossava solo un accappatoio e, mentre era seduta sul divano, si è allentato ed ho potuto ammirare dal vivo le sue titte grosse coi capezzoloni marroni. Eccitato ero, ma non volevo che se ne accorgesse. Ho sbirciato pure il suo cazzo inerte e le palle lisce.
Quando la partita è finita, s'è girata e mi ha baciato sulla guancia, invece io, ingrifato, sono andato nella mia stanza e mi sono sparato un selfie assassino pensando a lei. La sera successiva l'ho rivista prima di cena, abbiamo ordinato da Mac Donald's a domicilio e, dopo aver mangiato e bevuto, Patrizia mi fa:
- Faccio una doccia e poi, se ti va, perché non ci coccoliamo sul divano insieme, come ieri?
- Magari!
Ho risposto io. Ho sintonizzato la TV su RAI Movie per un film romantico, e lei si è presentata di nuovo con l'accappatoio. Stavolta però si è rannicchiata con me sul divano, abbiamo parlato del film mentre lo guardavamo, e io le passavo le dita tra i capelli. Non mi ha fermato, giaceva sul divano con la testa sulle mie gambe.

CONTINUA

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