• Pubblicata il:
  • Autore: ALEX TOSATTI
  • Categoria: Racconti mature
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LUCIA & BRICIOLA (parte 2)

LUCIA & BRICIOLA (parte 2) Mi sono seduto col cazzo dritto e le gambe larghe. Non servivano parole. Lei si è chinata e mi ha fatto una sega guardandolo con malizia, poi ha messo una mano sui maroni e lo ha leccato da fuori come fosse un gelato. Ha ripreso il massaggio con più forza, lo osservava con attenzione perchè erano anni che non ne manipolava uno, voleva vedere la sborra schizzare contro di lei. Anche se era grassa e brutta, desiderava sentirsi una femmina capace di far godere un maschio. Dopo un po', ho bagnato il suo collo e le sue tettone con una bella e sana sborrata di circa 7-8 spruzzi. Lei l'ha assaggiata con la lingua ed ha sorriso appagata. Io ero altrettanto appagato. - Hai visto? Tu gli uomini non li fai ridere, li fai godere! Ho chiesto dov'era la camera da letto, l 'ho fatta sedere sulla sponda e lei si è subito avvicinata al mio pene fiappo con la bocca. - Eh no, cara, adesso tocca a me. Hai delle forbicine? Quando me le ha date, le ho sollevato le mammellone con le mani e le ho baciate e succhiate con avidità. L'ho fatta sdraiare e, tenedo le coscione cicciose e varicose aperte con fatica, le ho tagliato un po' di peluria che offuscava la vulva e l'ano. Era bagnata come una vacca ed anche la sua figa era enorme e dilatata. L'ho leccata per 2 minuti cercando di tamponare l'unto vaginale e concentrandomi sul grilletto. E' arrivato in fretta un potente orgasmo vibrato seguito da meteorismo vaginale (scorregge di figa). - Adesso basta leccare, ti prego, mettimelo dentro e scopami... Io pensavo: "Anche se le mie dimensioni sono normali, non riuscirò mai a riempirle la figa". Le ho messo il cazzo in bocca e le ho chiesto di leccarmi anche i maroni finchè non è tornato discretamente duro, l'ho puntato e sono sciivolato dentro per un pezzo, ma tutto non ci entrava. Quella passeròna con le ragnatele era sì larga, ma era corta! Forse la prolungata astinenza o il grasso l'avevano ostruit- Ahia! Ha detto Lucia. Piano... mi fai male... Rinfrancato nella mia virilità, ho adottato la tecnica delle penetrazione dolce accompagnata da stimolazione clitoridea e, spintina dopo spintina, l'uccello è entrato per intero nella passeròna. Lei si è scatenata: sospirava, gemeva, gridava ai miei colpi sempre più intensi, mentre le tettone coi capezzoloni dritti vibravano e si spalmavano a destra e sinistra tra pancia e lenzuola. Tenere quelle cosce soffocanti lontano da cazzo e vagina non è stato facile, ma la soddisfazione di sentirla ululare ancora una volta e di eiaculare dentro quella caverna è stata impagabile. Siamo rimasti stesi sul suo letto per riprendere fiato, solo che il letto era singolo e bastava a malapena per la sua corporatura XXXXL. Era sudata dalla testa ai piedi e la sua vagina odorava di sperma e di urina. PerciIò mi sono messo a cavalcioni sopra la sua clavicola ed ho appoggiato il mio pene flaccido ed i miei testicoli rilassati sul suo collo. Lei l'ha preso come un invito a darsi da fare e me l'ha preso in bocca. - No Lucia, no... per farne tre alla mia età ci vuole tempo, mooolto tempo, ed io devo rincasare. Mi ha baciato la cappella ed i maroni, poi sono andato in bagno a lavarmi. Appena entrato, Briciola, di cui ci eravamo dimenticati, ha abbaiato furiosamente, saltelllando pericolosamente verso i gioielli di famiglia. - Aiuto Lucia... aiutoooo! FINE

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