Motore diesel

prima parte Non molto tempo addietro, dopo aver fatto i compiti erano passate da poco le sei, mi volevo fare una bella e sana sega ristoratrice, faceva molto freddo, avevo dovuto approvvigionare d'acqua la casa di mia nonna, di mia zia e casa mia, la condotta dell'acquedotto ogni tanto andava in tilt, avevo messo la mano sotto la coperta che coprivano le gambe, avevo sbottonato i pantaloni e mi toccavo la mazza, iniziai a toccarmi, mi piaceva masturbarmi, traevo piacere specialmente se usavo la mano sinistra, iniziò ad indurirsi, mi toccavo le palle e poi il cazzo, una tirata su e l'altra in giù, il cazzo era diventato quasi pronto ad essere martorizzato, non esagero, credetemi, ogni volta che mi facevo una sega durava mediamente sempre più di 1 ora, se ero a letto poi poteva durare anche il doppio del tempo. Mi piaceva toccare il mio cazzo, non portavo fretta, per inciso, ho iniziato a masturbarmi grazie ad un mio compagno, era più esperto, le prime volte non è che ci provassi tanta soddisfazione, lui sapeva bene come fare, lo prendeva e cominciava a masturbarmi, si sputava in mano e la saliva aiutava molto a farlo scapocchiare, gli piaceva toccare un altro cazzo, io ero alle mie prime esperienze, lui, l'amico, dai toccami pure tu, lo prendevo in mano, aveva un bel cazzo lungo e tosto, adesso, fai come faccio io. La differenza era, mentre dopo poco l'amico tra un sospiro ed una stretta di denti reclinando la testa sborrava abbondantemente, il mio cazzo sembrava un motore diesel, ci mettevo, prima che mi arrivasse, tanto, troppo tempo, a volte capitava che questo amico si ritrovava il cazzo pronto per una nuova sega mentre il mio aveva tempi biblici prima di farmi assaporare i fremiti di una bella sega. Anche oggi, mentre scrivo il racconto mi sto masturbando già da una buona mezzora, la voglia, la passione non mancano mai, anzi, però mi piace toccare il mio cazzo, gli faccio sbattere tante volte la cappella sull'ombelico, lo porto tra le mie cosce le chiudo e provo tanto piacere, lo rigiro, una bella spruzzata di saliva e di nuovo a segarlo, piace accarezzarlo dolcemente, cambio mano, con la destra mi accarezzo la zona pelvica mentre la sinistra lavora a stantuffo, a volte faccio piano, poi tre, quattro botte di seguito stringendomi il cazzo, confesso. piace toccarmi, ha una bella cappella grossa, la passo tra le mani, mi sto accorgendo che è secca, la saliva, no, anzi prima di lubrificarlo con la saliva mi faccio un goccio di amaro, voglio provare com'è mischiata alla saliva, metto tutto quanto sulla cappella avendo cura di lubrificare anche il prepuzio, la mano scivola su e giù, che bello, mentre fuori le temperature sono quasi sotto lo zero io continuo con la sega, ogni tanto sfioro la prostata ma quel che è bello è vedere il proprio cazzo che quasi ti ringrazia mentre scivola come un capitone tra le tue mani, con il pollice ogni tanto lo faccio scivolare lungo l'asta, sembra che il dito indichi la strada dove muoversi, lo tengo stretto tra le mani, lo accarezzo usando le punta delle dita fino a farlo scivolare ben oltre i polsi, tenere in mano il proprio cazzo smanettarlo, sentirne tutti i palpiti è una cosa che soltanto la quiete di una sega può regalarti. Se, la 1 parte è piaciuta posso continuare appena possibile, altrimenti continuo il mio lavoro

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13/01/2017 14:45

paolox

Storia super patetica e inventata! Ma grazie per avermi fatto ridere! La storia da te descritta e' davvero comica!

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