ULTIMO TANGO A PARIGI - primo tempo

ULTIMO TANGO A PARIGI - primo tempo Era l'ultima sera che trascorrevamo a Parigi. In quei quattordici giorni di vacanza, io e la mia attuale compagna Giuliana, avevamo visitato buona parte della città e dei musei e, per concludere, volevamo "festeggiare" con una nostra abituale, intima "piccola trasgressione", lo scambio di coppia. Vicino al nostro Hotel Lautrec Opera ed a Place Vendome, c'era un centro massaggi che ci avevano consigliato degli amici scambisti come noi, ed eravamo decisi a sperimentare il massaggio erotico. I massaggi per scambisti erano una delle opzioni più richieste, il prezzo era puttosto caro, ma ci hanno convinto le foto di una donna di colore e di un tipico maschio francese bianco. Anche loro erano una coppia, e questo ci aveva molto incuriosito. Cosى abbiamo accettato e prenotato il giorno prima, pagando un sostanzioso anticipo. All'arrivo, ci hanno introdotti in uno spogliatoio con armadietti a serratura numerata e docce per svestirci e lavarci. Poi, nudi come vermi, in un caldo corridoio che portava in una stanza. Era molto ampia, dotata di due lavandini e due bidet, e separata a metà da un pannello bianco fono-assorbente ma trasparente, insomma tipo ombre cinesi. Le luci erano posizionate in modo che io vedessi le ombre di lei e lei vedesse le mie. Subito sono entrati i nostri partner, anche loro nudi e lavati (si spera!). Lei era una figa mondiale: un metro e 70 circa di super-gnocca afro-francese. Occhi verdi, bel viso, labbra carnose, tette sode e un culo da sballo! Lui non era da meno: un metro e 80 circa, cazzuto, muscoloso e perfino belloccio, ma l'ho visto solo per pochi secondi, mentre passava per andare dall'altra parte della stanza. Sono iniziati i classici massaggi rilassanti con olio profumato. Le mani della mia massaggiatrice erano davvero professionali e cercavo di abbandonarmi al piacere, ma il mio cervello lottava con una strisciante gelosia, e dirottava spesso i miei occhi verso lo schermo trasparente. Vedevo le ombre di Giuly che sembrava tranquilla e del suo massaggiatore, piuttosto cazzuto, che le trasmetteva i piaceri del massaggio erotico. Cosى ho cercato di estraniarmi chiudendo gli occhi. Era passato un quarto d'ora, e sentivo la mia schiena, le spalle, le gambe come se galleggiassero senza peso sul letto. La mia fava non era ancora dura e riposava sui coglioni dilatati e penzolanti per il calore dell'ambiente (almeno 27°). Percepivo l'odore del suo fiato mentre mi massaggiava il collo, e il suo rapido spostarsi sul mio sedere fino all'interno delle cosce. Nonostante il pannello fono-assorbente, sentivo anche i gemiti di Giuly e mi chiedevo a che punto fossero loro. Intanto restavo sempre ad occhi chiusi, e la mia massaggiatrice, mi girava in posizione supina e avvertivo il calore della sua mano che mi afferrava il pene. Ho riaperto gli occhi e l'ho sorpresa mentre fissava delusa la misura della mia virilità, ma io ero demoralizzato da quello che compariva sullo schermo traspararente. Vedevo l'ombra di lei che, in compagnia del suo massaggiatore, alzava le cosce e i fianchi, lasciava che uomo le leccasse la bernarda e immaginavo l'odore e il sapore che lui gustava. CONTINUA

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